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Il CERM, eccellenza europea per la tutela dei rapaci: risultati sul nibbio reale e capovaccaio

Pubblicato il 22 aprile 2026 • Ambiente

Tra il 2004 ed il 2014 il CERM, gestito dall’omonima associazione CERM Centro Rapaci Minacciati, con sede nel comune di Semproniano, è stato il fulcro di un programma di reintroduzione del nibbio reale sviluppato nell’ambito dei progetti LIFE Biarmicus e LIFE Save the Flyers, dei quali l’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana è stato beneficiario e coordinatore. Inoltre, tra il 2020 ed il 2023 l’Unione dei Comuni Amiata Grossetana ha collaborato con ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, per la riproduzione in cattività al CERM del piccolo avvoltoio capovaccaio e per il suo rilascio in natura, nell’ambito del progetto LIFE Egyptian vulture. Attraverso questi tre progetti l’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana ha potuto accedere a finanziamenti europei per 2milioni e 640mila euro che hanno consentito di portare avanti i programmi di reintroduzione del nibbio reale e per la conservazione del capovaccaio in Italia. Una parte delle risorse sono state utilizzate per realizzare le strutture del CERM: 18 voliere, una casetta di servizio, una cella frigorifera, un piccolo osservatorio ed una piattaforma mangiatoia per rapaci.

La reintroduzione del nibbio reale - estintosi in Toscana come specie nidificante nella seconda metà del XX secolo ed elencata come specie vulnerabile nella Lista Rossa degli Uccelli nidificanti in Italia - si è basata sul rilascio in natura, tra il 2007 ed il 2014, di 106 giovani individui prelevati in nidi di Corsica (Francia) e Cantone di Friburgo (Svizzera) con la collaborazione di vari enti ed associazioni dei Paesi donatori. I giovani nibbi reali, in numero di 10-15 all’anno circa, venivano trasferiti al CERM ed ospitati in voliera per un periodo di ambientamento di uno-due mesi, poi venivano muniti di anelli di identificazione e dispositivi di monitoraggio VHF e/o GPS e liberati. La reintroduzione ha avuto un successo riconosciuto a livello europeo, portando alla formazione di una popolazione autosufficiente di nibbio reale, che nel tempo si è consolidata ed espansa in altre aree della provincia di Grosseto e nelle province limitrofe. Nel periodo invernale sono stati censiti sino a 150 esemplari di nibbio reale gravitanti al CERM, dotato di una mangiatoia per sostenere questa bellissima specie.

Per il capovaccaio il CERM è il più importante centro di riproduzione in cattività al mondo. I 37 riproduttori presenti nella struttura vengono gestiti con due obiettivi principali: ottenere giovani individui da rilasciare in natura per evitarne l’estinzione; conservare uno stock in cattività. La riproduzione in cattività è estremamente problematica in tutte le strutture d’Europa, perché la specie si adatta male alla vita in voliera. Pertanto, sono necessarie tecniche specialistiche e una notevole esperienza.

“Il CERM rappresenta una realtà di assoluto valore, – dichiara Massimo Galli, sindaco di Roccalbegna con delega alle Riserve naturali nella Giunta dell'Unione – i risultati ottenuti dimostrano come investimenti mirati e collaborazione tra enti, associazioni e comunità scientifica possano produrre effetti concreti e duraturi. Come Unione intendiamo continuare a investire nella struttura, rafforzandone il ruolo strategico sia sotto il profilo ambientale che turistico”.

"Il nostro impegno pluriennale, in sinergia con la Comunità Montana Amiata Grossetana – dichiara Guido Ceccolini, presidente dell’Associazione CERM Centro Rapaci Minacciati – ha consentito di ammirare di nuovo nei cieli toscani il nibbio reale, tanto amato e studiato da Leonardo da Vinci e di evitare l’estinzione del capovaccaio in Italia con il rilascio di ben 53 esemplari".