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Svolta per centinaia di proprietari dell’Amiata: il Salva Casa applicabile alle abitazioni realizzate senza autorizzazione paesaggistica

Pubblicato il 18 aprile 2026 • Edilizia

L’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana accoglie con grande favore il chiarimento fornito dal Governo in risposta all’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Marco Simiani, in merito alla possibilità di sanare situazioni di irregolarità paesaggistica anche in assenza di abuso edilizio in senso stretto.

Nel territorio dell’Amiata Grossetana insiste, infatti, un vincolo paesaggistico introdotto con decreto ministeriale del 1958, che interessa un’ampia fascia di territorio, che va dalla vetta fino alla strada provinciale che attraversa i centri abitati. Per molti anni, in particolare fino agli anni ’80, non era chiaro se per la realizzazione di nuove abitazioni fosse necessaria anche l’autorizzazione paesaggistica oltre al titolo edilizio rilasciato dai Comuni.

Per cui sono state realizzate moltissime abitazioni con permesso di costruire rilasciato dai Comuni ma in assenza di autorizzazione della Soprintendenza. Un abuso edilizio formale, ma non materiale, perché le opere realizzate rispettano il titolo edilizio rilasciato.

Oggi quindi, a fronte della volontà di vendere da parte dei proprietari, stanno emergendo diversi casi di cittadini che, pur avendo costruito o acquistato immobili con regolare permesso a costruire, si trovano nella impossibilità di sottoscrivere i contratti a causa della mancanza dell’autorizzazione paesaggistica originaria. Una situazione che penalizza fortemente i proprietari e che riguarda l’intero anello dei Comuni dell’Amiata, coinvolgendo potenzialmente centinaia di famiglie.

Fino ad oggi pareva esclusa la possibilità di procedere a sanatorie. Il recente chiarimento del Governo, invece, apre una prospettiva concreta: attraverso le disposizioni del “Salva Casa” sarà possibile attivare la procedura di accertamento di compatibilità paesaggistica anche per interventi realizzati in passato, fino al 2006, purché conformi al titolo edilizio rilasciato. La procedura prevista dal l'art. 36bis del Testo Unico dell'Edilizia consentirà di sanare il parere mancante.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Unione Comuni Amiata Grossetana Federico Balocchi: “Rendiamo merito all’onorevole Marco Simiani che ha portato il problema all’attenzione del Parlamento – afferma il presidente dell’Unione, Federico Balocchi – e al Governo che, senza margini di dubbio, ha risposto celermente, dando questa chiara interpretazione che consente di risolvere una questione annosa, che potenzialmente avrebbe interessato la maggior parte della abitazioni costruite in quegli anni sul territorio. Questo problema è stato sollevato da alcuni proprietari, ma molte altre famiglie se ne sarebbero accorte al momento di vendere le loro abitazioni. Finalmente viene trovata una soluzione ad una situazione di irregolarità che non dipende da errori dei cittadini, ma da incertezze normative e procedurali del passato. Parliamo di persone che hanno costruito o acquistato casa in buona fede e che si trovavano bloccate. Questo chiarimento restituisce loro diritti e serenità.”

“Per l’Amiata è una risposta di grande importanza – aggiunge Luciano Petrucci, sindaco di Semproniano con delega all’urbanistica nella Giunta dell’Unione – perché consente di affrontare una criticità diffusa che riguarda centinaia di immobili. Ora i professionisti, in collaborazione con gli uffici dell'Unione dei Comuni, potranno accompagnare i cittadini in un percorso di regolarizzazione, superando un vincolo che fino ad oggi impediva anche semplici compravendite.”